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Elaborare
una strategia per pianificare e gestire il futuro di un territorio significa innanzitutto porsi una
serie di interrogativi di fondo sulla realtà territoriale, cercando di dare
risposte che siano compatibili tanto con le sue caratteristiche strutturali che
con le risorse di cui ragionevolmente può disporre; che tengano conto del
contesto più vasto - regionale, nazionale, internazionale - in cui essa si
colloca e che infine si basino su idee originali, proposte innovative.
Se
queste precondizioni non sono soddisfatte è difficile che le specifiche
proposte operative che vengono successivamente messe a punto possano
realizzarsi e riescano ad avere un impatto significativo e positivo. C'è anche
il rischio di produrre astrazioni, libri dei sogni, programmi fatti più di
cosmesi che di reali prospettive.
Occorre
quindi condurre delle analisi della realtà territoriale e del contesto di
azione.
Fondamentalmente esse sono di due tipi:
l'analisi
"esterna": pianificazione strategica significa avere una visione
globale del contesto d'azione. Quindi è importante effettuare un'analisi della
situazione, delle modificazioni e delle tendenze del quadro generale,
internazionale, nazionale e regionale, della situazione di altre comunità con
problemi similari, gli elementi del quadro generale su cui non si hanno
possibilità di controllo ma che incidono sulla definizione delle prospettive
del territorio, gli elementi che più direttamente afferiscono ai temi
strategici;
l'analisi "interna": individuazione del
posizionamento del territorio in ambito regionale, nazionale e internazionale e
dei punti di forza e di debolezza del sistema economico locale soprattutto in
relazione ai temi considerati strategici. Si tratta di un'analisi che richiede
molta obiettività e soprattutto la capacità di individuare le reali possibilità
di modificare i punti deboli. Anzitutto, occorre cogliere e valorizzare
l'identità del territorio, le sue particolari caratteristiche e le sue
effettive capacità, i mercati potenziali. Il futuro di un territorio non si può
costruire senza considerare quello che è stato, o è: la sua identità può
renderlo più interessante rispetto ad altri e più consapevole rispetto a se
stesso. Peraltro l'identità di un territorio non è un dato oggettivo,
immutabile. Esso può riscoprire una propria identità; può scegliere o
valorizzare alcune sue caratteristiche invece di altre; può anche costruirsi
un'identità, se non ne ha una abbastanza forte o interessante.
In ogni caso, l'identità è parte di un progetto che si intende sviluppare e attuare. Lo
sforzo di identificazione deve anche portare a riconoscere le proprie capacità
reali e i propri limiti. Un altro momento importante dell'analisi interna è
quello della ricognizione sulle iniziative di sviluppo progettate o messe in
atto dai vari attori pubblici e privati nell'area territoriale, in modo da non
partire da zero ma di riuscire valorizzare le risorse già presenti sul
territorio promuovere progetti realistici.
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